Ambiente è salute

Un ambiente salubre all’interno ed all’esterno delle abitazioni e dei luoghi di lavoro, è una condizione fondamentale per garantire all’organismo la possibilità di svolgere al meglio le proprie funzioni naturali quali: ossigenarsi, nutrirsi, recuperare le forze, depurarsi, riprodursi; funzioni che garantiscono una condizione di benessere psico-fisico fondamentale per godere della condizione di buona salute. Vi è sempre maggiore consapevolezza di come la salute, la sicurezza e la sopravvivenza umana siano indissolubilmente legate alle condizioni ambientali e di come la salute e l’ambiente siano continuamente messi a rischio da una serie di fattori di perturbazione che allontanano l’organismo dalla condizione naturale di equilibrio. Ma la moderna tecnologia, che ha dimostrato di poterci difendere da molti pericoli naturali, rischia di trasformarsi in una grave minaccia per l’ambiente e per la salute umana a causa dell’aumento delle fonti di inquinamento ambientale che derivano dallo svolgimento anche di più semplici attività che afferiscono alla quotidianità. Ai fattori classici, come gli agenti infettivi, la predisposizione genetica, l’esposizione professionale, l’alimentazione e lo stile di vita, si sono aggiunti altri fattori ambientali in grado di incidere pesantemente sul benessere e la salute. Sono elementi inquinanti tossici per la nostra salute presenti in aria, acqua, suolo, sottosuolo e cibo. Sono di natura chimica ed elettromagnetica; nemici spesso impercettibili ma estremamente insidiosi. Per rendere un’idea del livello raggiunto dall’inquinamento chimico basta considerare che è stato calcolato che ognuno di noi si imbatte quotidianamente in almeno 500 sostanze chi¬mico/sintetiche e che nell’aria interna sono stati identificati oltre 300 VOCs con concentrazioni totali da 2 a 10 volte più elevate di quelle dell’aria esterna. Anidride carbonica, benzene, diossina, nichel, piombo, mercurio, ammoniaca, conservanti, additivi, coloranti, formaldeide, ftalati, VOC, PCB, bisfenolo, l’elenco degli inquinanti di natura chimica potrebbe ancora continuare. Si tratta di sostanze che, per la loro massiccia presenza nell’ambiente in conseguenza delle immissioni delle industrie e del traffico veicolare, dell’uso di anticrittogamici e pesticidi in agricoltura e non solo, di prodotti per l’edilizia quali cementi a presa rapida e pitture, di toner ed inchiostri, di prodotti per la detersione e la pulizia personale e della casa, di conservanti e di additivi nei cibi e nei farmaci, di collanti e formaldeide negli arredi, alterano pericolosamente l’ambiente e scatenano nell’organismo un innaturale e quindi forzato processo di adattamento che segna le capacità di autodifesa indebolendo il sistema immunitario, alterando la funzionalità di organi ed apparati, il processo di nutrizione e depurazione delle cellule, fino a determinare mutazioni genetiche irreversibili a carico del DNA All’inquinamento di natura chimica va a sommarsi l’inquinamento derivante dalla immissione sconsiderata di campi elettromagnetici artificiali (CEM), presenti nei luoghi confinati e nell’ambiente esterno. Sono onde generate da impianti di trasmissione, antenne ed apparecchi di telefonia mobile, wi-fi, forni a micro onde, elettrodomestici, sistemi di illuminazione: l’elenco è lungo e la disinformazione è tanta, probabilmente maggiore rispetto a quella che riguarda le fonti di inquinamento di natura chimica. Essi costituiscono minaccia per i bambini e gli anziani innanzitutto, perchè hanno un sistema immunitario più delicato, ma anche per tanti soggetti più o meno consapevoli di avere una ridotte capacità di tollerare la esposizione ai CEM. Lo stress da adattamento imposto inconsapevolmente all’organismo costituisce pertanto un rischio concreto per la salute; l’esposizione alle sostanze inquinanti determina infatti uno stress ossidativo a livello neuronale ed immunitario che si traduce inizialmente in una serie di sintomi aspecifici ( irritazione degli occhi, delle vie aeree, della cute, senso di costrizione toracica, nausea, tosse, sensazioni olfattive sgradevoli, torpore, sonnolenza, cefalea ed astenia), ma che poi, persistendo nell’esposizione alle sostanze tossiche, può innescare reazioni immuno-infiammatorie che posso evolvere verso patologie a carico di vari organi ed apparati. Diversi studi epidemiologici hanno riscontrato correlazioni tra carico di inquinanti am¬bientali e invecchiamento precoce, obesità, alterazioni neuroendocrine, alterazioni dell’apparato cardiovascolare e dell’apparato respiratorio, patologie autoimmuni. E’ dimostrato che molte malattie croniche e la gran parte dei disturbi funzionali trovano la loro eziopatogenesi in sovraccarichi di tipo ambientale quali ad esempio gli inquinanti di tipo chimico, i metalli pesanti, l’elettrosmog, le muffe. Tuttavia vi è ancora una scarsissima consapevolezza circa i comportamenti e le azioni da adottare per limitare gli effetti dannosi degli inquinanti derivanti dalle attività umane. L’inquinamento è ormai un problema che coinvolge tutti e non risparmia neppure il feto durante la gestazione. Di molte sostanze inquinanti non si conoscono ancora i limiti reali di tossicità e tollerabilità. Anche l’esposizione protratta a quantità minime, infatti, può alterare progressivamente il funzionamento di cellule, tessuti e organi, interferendo essenzialmente con l’espressione del DNA. L’esposizione ad agenti tossici può anche comportare alterazioni ai gameti (spermatozoi e ovuli) con danni alla salute che possono trasmettersi attraverso le generazioni. E’ urgente pertanto iniziare una seria revisione dei propri stili di vita e delle scelte compiute nella quotidianità guardando alla salute innanzitutto, bene su cui non possiamo permetterci di economizzare. L’ auspicio è che vi sia al più presto una presa di coscienza collettiva volta ad adottare nuovi e più sani stili di vita con la consapevolezza che l’ambiente è bene comune e la salute diritto fondamentale da tutelare e garantire incondizionatamente.

Marisa Falcone