Verso il diritto umano all'ambiente: A.D.A.S. in prima linea

In una società che attraversa profondi cambiamenti legati ad una nuova consapevolezza sui temi ambientali occorre che tutti gli attori coinvolti, a livello trasversale, mettano in piedi una struttura di idee, mezzi, servizi, provvedimenti e comportamenti in grado di tutelare l'inscindibile legame tra la nostra salute e un Mondo salubre. Ecco così che l'impegno dell'associazionismo viene gratificato non solo dalle testimonianze di sostenitori, soci, attivisti e comuni cittadini, ma anche da ordini professionali. Il diritto umano all'ambiente si può inquadrare, globalmente, nel delicato rapporto tra la tutela della persona e la tutela ambientale: la protezione dell’uomo non può prescindere da quella dell’ambiente in cui si trova a vivere e di cui fa parte. Va da sè che il diritto umano all’ambiente si indica sia come insieme inclusivo delle fonti di diritto internazionale tese a dare rilievo alle istanze soggettive di matrice ambientalista, sia come fenomeno mediante cui alcuni diritti umani vengono rielaborati in chiave ambientale. Si tratta, senza ombra di di dubbio, di un vasto argomento di primaria importanza per la collettività: per comprenderne meglio le varie chiavi di lettura ci affidiamo alle parole dell'avvocato Enzo Faraone, per A.D.A.S. ONLUS.

 

Avvocato, sembra che la coscienza collettiva viri in direzione di una visione comune di tutela dei diritti fondamentali dell'Uomo, e tra essi non può mancare quello all'ambiente. Quale la sua importanza?

“È un cammino che procede faticosamente da oltre cinquanta anni, ma non si è fermato e non si fermerà. Già alla fine del lontano 1972 l'Assemblea Generale dell'ONU convocò a Stoccolma la Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente Umano. Dalla Conferenza, scaturì l'adozione di documenti non vincolanti: la Dichiarazione sull'ambiente umano che fissava principi e linee guida politiche cui gli Stati si impegnavano ad attenersi in materia ambientale a livello nazionale e internazionale, un Piano d'azione per l'ambiente umano contenente 109 raccomandazioni operative ed una Risoluzione contente questioni istituzionali e finanziarie.

Purtroppo, nonostante le linee guida, le raccomandazioni operative, le famose Conferenze di Rio sull'ambiente e la stesura della Carta della Terra del 2000, solo dopo 45 anni siamo giunti a sparute decisioni atte a vietare in taluni Stati l'uso di prodotti nocivi come i diserbanti a base di glifosato. Gli interessi sono tanti e non armonici alla tutela del diritto umano alla salute ed all'ambiente e, sebbene siano sotto gli occhi di tutti le ricadute disastrose dei vari prodotti in uso nella industria agricola zootecnica ed alimentare, l'Unione Europea ha inconcepibilmente deciso per una moratoria fino alla fine del 2017 che continuerà a determinare da una parte danni incalcolabili alla salute umana in particolare ed all'ambiente in generale e dall'altra enormi profitti per l'indotto delle sementi geneticamente modificate resistenti al glifosato che continueranno indisturbate ad essere usate da agricoltori complici che considerano il cibo come una merce che può essere pure avvelenata basta che costi poco e produca profitti e non invece come base della vita”

 

Volendo sintetizzare l'argomento come si può definire il diritto umano all'ambiente?

“I diritti umani nascono e si affermano quando sono conculcati; ed oggi, si può dire, nessun diritto è forse più conculcato del diritto all'ambiente. Fino a pochi anni fa l'unico valore giuridicamente riconosciuto era quello della 'persona' umana: oggi pur stentatamente si comincia a capire che, proprio per tutelare l'uomo occorre proteggere un bene esterno all'uomo: l'ambiente in cui vive. Emerge, dunque un nuovo valore giuridico, il 'bene ambiente'. Non è possibile affermare una estraneità dell'uomo rispetto alla natura ed al principio antropocentrico si sta faticosamente sostituendo il principio biocentrico. La finalità di protezione dell'ordinamento giuridico riguarda non soltanto l'uomo, ma, nello stesso tempo, l'uomo e la natura”

 

Parlare di ciò significa anche protezione dell'uomo. In che modo ?

“Il diritto umano all'ambiente è un diritto inalienabile dell'Uomo; diritto più grande del diritto di espressione del proprio pensiero o del diritto di autodeterminazione in quanto si tratta di diritto ad una vita degna in salute. A dispetto della redazione definitiva della Carta della Terra del marzo 2000, da quella lontana data ad oggi sono successi conflitti sanguinosi e devastanti e l'avvelenamento globale è in aumento e ciò mi fa pensare che pur non essendo molto lontani dalla meta dobbiamo moltiplicare ogni sforzo a favore dei diritti umani in genere.

Sotto questo profilo ancora una volta l'Avvocatura italiana si è mostrata sensibile promuovendo una Rete degli Avvocati difensori dei Diritti Umani. Si è svolto un incontro a Roma nella sede del Consiglio Nazionale Forense il 30 novembre scorso e l'A.D.A.S. è stata invitata a partecipare come stakeholder in ambito di Diritto Umano all'Ambiente. C'erano delegati di Emergency, Save the children, Nessuno tocchi Caino, Amnesty Sezione Italiana, il Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani, il Direttore dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, il Direttore del Centro di Eccellenza “Jean Monnet.

Si è trattato di un momento di riflessione e confronto pensato nello spirito di condivisione delle ragioni e degli obiettivi che accomunano l’Avvocatura nella difesa dei Diritti Umani. Quel che emerge, a monte di tutto, è la necessità di fare squadra, di mettere in campo esperienze, competenze, sinergie e valori per sostenere la  visione comune di un Mondo più equo, vivibile, armonioso in tutte le componenti e regolato da un sistema di diritti tutelati"

 

Il riconoscimento del diritto umano all'ambiente è una questione complessa e ancora in evoluzione: perché solo di recente si è colta la necessità di svilupparlo?

"In realtà non è recente. Il Diritto romano si componeva dello Ius Gentium e dello Ius Naturalis e nel Medio Evo la legislazione Federiciana con le Costituzioni Melfitane ebbe molta attenzione per prevenire e sanzionare disastri ambientali (che consistevano in industrie venefiche e maleodoranti); ma la pretesa supremazia dell'uomo e dei suoi diritti sulla Natura che ha informato tutte le legislazioni successive ha provocato guasti che stentano ad essere emendati. Una nuova etica faticosamente si fa strada nell'ambiente ostile delle memorie della supremazia dell'uomo potente sulla natura e sui deboli. A dispetto dei principii e del lavoro speso nell'arco di un cinquantennio per pervenire alla stesura definitiva della Carta della Terra un numero sempre maggiore di persone comuni e di personalità della cultura, della scienza e della politica ha la netta percezione che l'umanità stia dirigendosi a velocità crescente verso il cosiddetto punto di non ritorno.

Diverse lobbies producono una quantità di studi che tentano di provare il fatto che, ad esempio, l'enorme immissione nel mercato di prodotti sintetici di uso comune di cui non si conosce l'interazione con l'elemento acquatico e l'organismo vegetale ed animale, così come l'ingegneria genetica in ambito alimentare dalla produzione industriale delle sementi a quella di organismi complessi vegetali ed animali geneticamente modificati, non sia alla base di molteplici danni all'ecosistema e causa di una abnorme quantità e varietà di allergie e malattie autoimmuni oncologiche e neuro-degenerative imputabile all'uomo e al dissennato uso di combustibili fossili; ciò, con lo scopo del tutto evidente di garantire gli interessi delle aziende che operano nel settore dei fertilizzanti, delle sementi, della bioingegneria, della produzione di latte e derivati, carne e cereali OGM oltre che di energia che si avvantaggiano pure di attacchi infamanti orchestrati per screditare gli studiosi non allineati usati per influenzare e confondere mediaticamente l'opinione pubblica”

 

Il lavoro quotidiano di A.D.A.S viene gratificato anche da questi progetti: quali onori e oneri derivano dall'impegno che attende l'associazione su questo fronte?

“Vi è un grande impegno culturale e sociale alla base della nascita e della crescita di A.D.A.S. Onlus. I mille ostacoli che ogni sistema frappone ai non allineati avrebbero fatto indietreggiare chiunque ma sono serviti da combustibile per A.D.A.S. facendola crescere incessantemente. Giorno per giorno i soci ed i sostenitori di  A.D.A.S. Onlus si occupano di contribuire con il proprio impegno e lavoro a quello dei tanti che operano per far nascere una nuova coscienza collettiva utile a determinare, prima che sia troppo tardi, un cambiamento radicale ed immediato. Dalla solidarietà a chi affetto da malattie ambientali, e ignorato voleva soltanto considerazione, A.D.A.S. ha allargato il suo raggio di azione includendo anche la cultura del cambiamento delle scelte alimentari e dei prodotti di uso comune, la cultura del riuso e del riciclo, dei beni comuni e dell'economia solidale. Si occupa di verde pubblico e della critica costruttiva verso scelte spesso insensate che, arrecando danni all'ambiente, urbano creano situazioni malsane che poi danneggiano tutti i cittadini, specialmente i bambini, gli anziani e gli animali.

Non voglio essere catastrofista, ma quando sento frasi del genere 'noi rappresentiamo l'ultima speranza della Terra, è nostro dovere proteggerla o per noi e per tutte le forme di vita che amiamo è la fine', e vedo come viene trattata la biosfera, mi sento chiamato al lavoro comune, al lavoro a cui nessun essere senziente può sottrarsi: proteggere la vita in ciascuna delle sue forme iniziando a correggere le proprie abitudini”